4) Pascal. L' honnttet.
Molti sono gli elementi del pensiero pascaliano in cui  evidente
l'influenza dell'ambiente libertino. Uno dei pi noti  questa
teoria del gentiluomo, elaborata da Antoine Gombault, cavaliere di
Mr, libertino e suo amico (confronta Q secondo/3, Introduzione e
lettura n. 14). L'ideale dell' honnttet contribu a far
riflettere Pascal su quanto la ragione geometrica fosse
inadeguata nei rapporti umani. Gentiluomo, valentuomo, galantuomo,
uomo per bene sono tutti tentativi di tradurre nella nostra lingua
la parola francese honntte homme. I Pensieri sono indicati
secondo l'enumerazione data dall'edizione Serini e dall'edizione
Brunschwicg.
B. Pascal, Pensieri S. 37, 38, 41, 42, B. 35, 36, 68, 34 (pagina
147).

37. Bisogna che non si possa [dire] di uno: E' un matematico, un
predicatore, una persona eloquente, ma solamente che  un uomo
per bene. Quanta qualit universale  la sola che mi piaccia.
Quando, nel vedere una persona, ci torna alla mente il suo libro,
 cattivo segno. Vorrei che non ci si accorgesse di nessuna
attitudine particolare, se non nel momento e nell'occasione di
farne uso: ne quid nimis. Altrimenti, c' da temere che una
qualit spicchi sulle altre, e faccia battezzare con un dato nome
chi ne sia dotato. Vorrei che si notasse che uno parla bene solo
quando ci fosse da parlar bene, ma che allor ci se ne avvedesse.

38. L'uomo  pieno di bisogni, e gli  caro solo chi possa
sodisfarglieli tutti. - E' un buon matematico. - Ma non so che
farmi delle matematiche: costui mi scambierebbe per un teorema. -
E' un bravo soldato. - Mi prenderebbe per una fortezza
assediata. A me occorre un valentuomo, il quale possa sodisfare
tutti i miei bisogni in generale.

41. Agli uomini non s'insegna a essere persone per bene, e si
insegna tutto il resto. Eppure, essi non si vantano mai di
alcunch come di esser gente per bene. Si vantano cio di sapere
la sola cosa che non sia stata loro insegnata.

42. Non passa tra la gente per intenditore di versi chi non abbia
messo fuori insegna di poeta; lo stesso per le matematiche,
eccetera Ma gl'ingegni universali non sanno che farsi di insegne e
non fanno nessuna differenza tra il mestiere di poeta e quello di
ricamatore. Non sono chiamati n poeti n matematici; ma sono
tutto questo a un tempo, e sanno giudicare di tutti costoro. Non
si capisce che cosa propriamente siano. Sanno parlare delle cose
di cui si stava conversando quando son capitati tra noi. Ci
accorgiamo che hanno un'attitudine piuttosto di un'altra solo
quando debbono farne uso. Allora per ce ne ricordiamo, perch una
delle loro caratteristiche , appunto, che, quando non  in
discussione il saper parlare, non si dice che san parlare bene, e
lo si dice, invece, quando se ne discute. Falsa , dunque, la lode
che si d a uno, allorch di lui si dice, appena entra, che 
molto competente in fatto di poesia; come  cattivo segno quando
non si ricorre a una data persona quando ci sia da giudicare di
versi.
B. Pascal, Pensieri, a cura di P. Serini, Einaudi, Torino, 1967,
pagine 5-8.
